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HomeDigiuno e cronobiologia

Ritmi circadiani e orari dei pasti

Ogni cellula del corpo segue un orologio interno, sincronizzato dalla luce e, in parte, dagli orari dei pasti. Questo orologio regola la produzione di insulina, cortisolo, melatonina e la temperatura corporea.

La sensibilità insulinica cambia

Al mattino il corpo gestisce meglio i carboidrati: la stessa quantità di zuccheri produce un picco glicemico più contenuto rispetto alla sera. Verso notte la secrezione di melatonina riduce il rilascio di insulina. È uno dei motivi per cui le cene molto tardive e abbondanti sono metabolicamente meno favorevoli.

Le indicazioni che emergono

  1. Distribuire l'energia con una colazione non trascurabile e una cena più leggera.
  2. Evitare di mangiare in modo consistente nelle due o tre ore prima di dormire, anche per il reflusso e la qualità del sonno.
  3. Mantenere orari regolari: la variabilità continua degli orari peggiora i parametri metabolici.
  4. Esporsi alla luce naturale al mattino aiuta a sincronizzare l'orologio biologico.

Il lavoro a turni

Chi lavora di notte ha un rischio metabolico e cardiovascolare più elevato. Alcuni accorgimenti riducono il disagio: fare il pasto principale prima del turno, preferire cibi leggeri e proteici durante la notte, evitare grandi quantità di zuccheri e caffè nelle ultime ore, mantenere idratazione e proteggere il sonno diurno con buio e silenzio.

Attenzione a non esagerare

Le prove disponibili non giustificano regole rigide come non mangiare carboidrati dopo le 17. Il totale giornaliero e la qualità degli alimenti restano i fattori dominanti.

La regolarità è più importante dell'orologio: pasti a orari stabili, con una cena non troppo tardiva, sono la sintesi pratica di questa ricerca.